venerdì 23 settembre 2016

Il percorso continua...

Vi aggiorno sui miei progressi nella semplificazione e nel decluttering. 


All'inizio di quest'anno scolastico mi sono accorta di avere diversi impegni, che in passato io avevo scelto di prendere, ma che non mi permettevano di concentrarmi al meglio sulle mie priorità. 

Dopo aver portato a termine quello che avevo promesso, traduzione di vari libri e meditazioni, ho deciso di lasciare queste attività che impegnavano troppo le mie energie. 

Semplificare significa anche saper rinunciare a qualcosa e dire di no in modo chiaro. La decisione è stata presa proprio nel momento della maggiore stanchezza, fatica mentale e credo che questo sia stato proprio il tempo giusto. 

Ora voglio dedicare il mio tempo alla mia famiglia e anche al mio lavoro, cercando di formarmi e migliorare anche in questo ambito. I miei studenti hanno diritto ad un servizio di qualità, e così pure i miei cari. 

Per quel che riguarda il decluttering, c'è stato un grande evento nella mia cucina...ho lasciato andare il mio robot che mi ha accompagnato per diciannove anni. Regalo di lista nozze, è stato molto utile e molto usato. Domenica scorsa ha dato l'ultimo segno di vita e l'ho lasciato andare...

Per ora l'armadietto, in cui era contenuto, respira perché era davvero molto ingombrante e dotato di un'infinità di accessori poco o mai usati. Prima di acquistare qualcosa d'altro ci penserò bene, e voglio qualcosa di essenziale anche se efficiente. 

Quindi mi godo i miei progressi nella semplificazione e nel decluttering. Fatemi avere i vostri commenti. Buon fine settimana.

lunedì 19 settembre 2016

The One-Touch-Rule

In questi primi giorni di lavoro, non sono riuscita a pubblicare regolarmente, ma ho diversi spunti che sto preparando per poter continuare questo viaggio verso la semplicità. Talvolta ho pronto il post, ma non trovo l'immagine adeguata. Questa volta volevo solo scrivere una frase, e ci sono riuscita finalmente con un programma adeguato.

Vorrei pubblicare più spesso, ma sto terminando un ulteriore lavoro di traduzione, un bel libro per famiglie, che mi richiede davvero tempo e fatica. Ma anche questa è stata una mia scelta e non mi posso lamentare. Voglio però pensarci bene, prima di rendermi disponibile per un altro lavoro di quel tipo.

Dopo avervi aggiornate sulle mie cose, condivido il post di oggi. Dai miei giri sul web, nei vari siti che parlano di minimalismo, ho trovato questo concetto che mi è piaciuto e voglio condividere. Si tratta della regola one-touch (toccare una volta sola).




Si tratta semplicemente dell'idea di sistemare le cose in modo da non doverle poi riprendere in mano un'altra volta. Ovvero devo sistemarle e toccarle una volta sola.

L'esempio più facile è quando si arriva a casa, invece di appoggiare le cose in giro, per poi doverle rimettere a posto, è buona abitudine sistemare i diversi oggetti nella loro postazione. 
Le chiavi, la giacca, le scarpe, eccetera.

Lo stesso vale per la biancheria da lavare, anzichè appoggiarla a terra o lasciarla su una sedia,è opportuno metterla direttamente nella cesta dei panni sporchi. Oppure gli abiti che possono ancora essere utilizzati, perchè lasciarli in giro? Bastano pochi secondi per riappendere ed avere più ordine. Senza dover poi tornare a completare il lavoro. Sono sicura che a voi verranno in mente altri esempi. Se ci ricordiamo della regola, sistemiamo subito, non rimandiamo più e avremo maggiore ordine intorno a noi.
Talvolta basta un'idea semplice, facile da ricordare, facile da mettere in pratica per aiutarci a semplificare e a mantenere l'ordine.
Io ho bisogno anche in questo di semplicità, in passato avevo già presentato altre semplici regole. Vi lascio i link ai post in cui ne ho parlato. Fate la prova con almeno una.
Aspetto i vostri commenti.

  1. Regola one-in-one-out.  
  2. Trucco degli appendini.
  3. Regola dei due minuti.

Buona settimana.

lunedì 12 settembre 2016

Il giocatore di football.

Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica (Filippesi 4:13)
spighe
Spighe - foto Flavio Kaszyczky

Viveva da solo con suo padre ed amava giocare a football, ma era bassino e non molto bravo. Riuscì comunque ad entrare nella squadra del liceo e il padre lo seguiva in tutti gli allenamenti, incitandolo e incoraggiandolo, anche quando le cose non andavano bene. 
All'età di diciotto anni, fece un provino con un noto club del paese e fu preso in squadra; andava in giro per tutto il continente e, anche se giocava solo per pochi minuti, riusciva anche dalla panchina, a dare una marcia in più a tutta la squadra. Un giorno, mentre era negli spogliatoi, ricevette un telegramma: suo padre purtroppo era deceduto. Il giovane ne fu molto addolorato e il mister gli consigliò di tornare a casa e di prendersi qualche settimana di vacanza, nonostante dopo due giorni avessero l'ultima ed importante partita del campionato. Il giovane andò via.

Dopo due giorni si disputò la gara prevista: a soli quindici minuti di gioco, la squadra del ragazzo era sotto di due punti. Il morale generale era molto giù, ma improvvisamente il giovane arrivò e chiese al mister di entrare.
Cominciò a giocare come mai aveva fatto prima; era una furia incontenibile e riuscì non solo a ribaltare il risultato, ma a vincere la partita. Un compagno gli chiese da dove venisse tutta quella grinta che aveva avuto in gara, e il giovane rispose: "Mio padre mi ha sempre SENTITO giocare, ma oggi dal cielo ha potuto, per la prima volta, VEDERMI giocare e io...volevo renderlo fiero di me!"

Caro amico, in cielo hai un Padre che guarda come disputi la tua gara quotidiana, ma tu lo stai rendendo fiero? Se non è così, perché credi di non farcela, lasciati dire che se credi in Lui riuscirai in ogni impresa; cosa aspetti a chiederGli aiuto?

Voglio iniziare il nuovo anno scolastico chiedendo aiuto al mio meraviglioso Padre celeste, soprattutto la sapienza per gestire le classi e gli studenti che mi sono stati affidati. Buon inizio a tutti.